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Lettera al direttore de La Nazione

Inserito il 07 marzo 2021 alle 15:10:00 da fimmg1957. IT - Professione


Lettera l direttore del quotidiano La Nazione a seguito dell'articolo denigratorio nei confronti dei MMG pubblicato sul quotidiano il 6 marzo 2021.

Al direttore de “La NAZIONE”

Gentile direttore, l’articolo pubblicato su La Nazione del 6 marzo us, a firma di Raffaele Marmo, ha destato sconcerto e stupore tra i medici di medicina generale che rappresento. Un tale cumulo di luoghi comuni, destituiti di ogni fondamento, non avrebbe certo meravigliato se fosse stato pubblicato su qualche testata scandalistica. Appare davvero singolare la pretesa che la medicina generale sui cui non si investe da decenni, oberata da asfissianti compiti burocratici e da un carico assistenziale insostenibile a causa della deospedalizzazione, dell’invecchiamento, dell’aumento esponenziale della cronicità e della fragilità, acuite dalle reiterate crisi economiche che hanno falcidiato la nostra comunità, debba fare filtro, a mani nude, contro un virus sconosciuto che sovverte il pianeta. Non sono bastati i numerosi medici di medicina generale morti per la pandemia, ricordati con rituale pelosa commiserazione salvo poi attaccare insensatamente la categoria che li annovera. Si sarebbe voluto forse che tutti i medici si fossero ammalati andando a visitare senza alcuna protezione i pazienti per poi così lasciare senza assistenza milioni di italiani? Nell’articolo ci si scandalizza addirittura che si riceva per appuntamento e perfino con un filtro preventivo, certo, meglio far venire tutti i 30 pazienti visitati quotidianamente senza alcuna regola, è proprio quanto servirebbe per incrementare a dismisura i contagi e trasmettere il virus ad anziani, cronici e neoplastici, il modo migliore per generare una vera ecatombe. Vengono citati il numero di tamponi effettuati dai medici di medicina generale, senza dire che sono compiti extracontrattuali aggiuntivi, che devono essere conciliati con le tutte le altre attività che non sono diminuite, ma aumentate, addirittura si pretenderebbe venissero svolti senza compenso. La medicina generale non ha chiuso gli studi, non ha bloccato l’attività. Senza ricevere alcun aiuto in termini di organizzazione e di personale ha svolto gli abituali compiti e ha fronteggiato, a mani nude, la pandemia. Ha tracciato quando il tracciamento è saltato, ha curato con i pochi mezzi a disposizione, ha risposto al diluvio di chiamate quotidiane, giunte a tutte le ore. Siamo davvero stanchi di dover rispondere a questi attacchi ad opera di soggetti che nulla sanno della medicina generale , una categoria che è sempre in testa alle classifiche di gradimento da parte della popolazione. Evidentemente il rapporto personale fiduciario e la vicinanza, in tutti i sensi, non solo geografica con la rete capillare degli studi, ma anche umana e professionale piacciono ai nostri concittadini che poco si curano delle stantie, rituali accuse che periodicamente vengono fatte alla categoria. Se invece di spargere fango condito con qualche parvenza di verità si volessero fare analisi serie e documentate, si realizzerebbe che i medici di medicina italiani sono tra i peggio pagati in sede europea. Il medico di famiglia non ha ferie, tredicesime, tutele in caso di malattia, non ha riscaldamento, luce, acqua, telefono, internet, rifiuti speciali, affitto e personale pagati. Il lavoro è durissimo, oltre le ore svolte in studio c’è l’attività domiciliare programmata sui soggetti cronici e tumorali, nelle RSA, l’aggiornamento normativo e scientifico, le risposte alle centinaia di telefonate, sms, mail a sostegno dei nostri pazienti . Nell’articolo si prospetta una sorta di ultimo appello: il banco di prova delle vaccinazioni. Come se milioni di cittadini fossero stati vaccinati contro l’influenza in autunno da marziani e non dai medici di famiglia. La medicina generale nonostante i tanti detrattori, più o meno interessati, c’è sempre. Stia quindi tranquillo, direttore, che anche questa volta faremo la nostra parte al di là delle rappresentazioni grottesche che periodicamente vengono fatte della nostra categoria. In base ai dati ufficiali disponibili, in Toscana i medici di medicina generale stanno vaccinando decine di migliaia di anziani pur tra mille difficoltà legate alla tipologia di vaccino e alle modalità di approvvigionamento e distribuzione. Un ultima considerazione, se davvero facessimo così poco perché preoccuparsi tanto di noi?


Il segretario provinciale FIMMG Pisa

Luca Puccetti


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