 FIMMG: contro decreto Schillaci si va verso lo sciopero
Categoria : Professione
Data : 18 maggio 2026
Autore : fimmg1957
Intestazione :
Il Consiglio nazionale FIMMG ritiene inaccettabile la bozza di decreto sia nel merito che nel metodo: si va verso lo sciopero.
Testo :
MOZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE FIMMG
Il Consiglio Nazionale FIMMG, riunitosi a Roma il 16 maggio 2026 presso l'Hotel Cardo, udita la relazione del Segretario Generale Nazionale, Silvestro Scotti,
LA APPROVA
ED ESPRIME UNANIME SOSTEGNO ALLE AZIONI DEL SEGRETARIO NAZIONALE.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG
RITIENE INACCETTABILE LA BOZZA DI DECRETO DELLE REGIONI
sia nel metodo che nel merito.
Nel metodo, il Consiglio Nazionale della FIMMG
SOSTIENE
con assoluta fermezza quelli che sono i principi ordinamentali, contrattuali e professionali che regolano il rapporto convenzionale dei medici di medicina generale con il Servizio sanitario nazionale.
La Medicina Generale non può essere riformata attraverso interventi unilaterali, di apparente urgenza, che sovrappongano la fonte legislativa alla fonte pattizia, contravvenendo ai principi costituzionali di autonomia negoziale e rappresentanza sindacale (artt. 39 Cost.) che precludono l'intervento normativo d'urgenza su materie riservate alla contrattazione collettiva, né attraverso modelli organizzativi che destrutturino il rapporto fiduciario, indeboliscano la convenzione, cancellino gli Accordi Integrativi Regionali o introducano canali paralleli di accesso alla professione.
Pertanto, il Consiglio Nazionale della FIMMG
RIGETTA CON FERMEZZA
primariamente che si calpesti il diritto costituzionale alla rappresentatività e alla contrattazione sindacale e quindi l'ipotesi che l'Accordo Collettivo Nazionale dei Medici di Medicina Generale venga imposto per legge, attraverso un decreto, e
RIVENDICA IN MODO INEQUIVOCABILE
che il Governo si impegni a che si ristabilisca con chiarezza il corretto rapporto tra legge e “diritto sindacale” da cui scaturisce l’ACN: la legge fornisce indirizzi strategici; l'ACN recepisce, disciplina e attua tali indirizzi nell'ambito della propria autonomia negoziale.
Nel merito, il Consiglio Nazionale della FIMMG
RIFIUTA CATEGORICAMENTE
ogni riferimento al ricorso complementare al rapporto di lavoro dipendente ancorché definito come “residuale” ma che appare invece uno degli scopi non dichiarati di tale decreto. A supporto di tale rifiuto si richiama il rispetto del quadro ordinamentale vigente, che individua il rapporto convenzionale quale modello caratterizzante la medicina generale nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, e in particolare:
- l'articolo 25 della Legge 833/1978, che fonda il rapporto fiduciario tra cittadino e medico di medicina generale;
- l'articolo 8 del D.Lgs. 502/1992 e s.m.i., che disciplina il rapporto convenzionale e la relativa contrattazione collettiva;
- il D.Lgs. 368/1999, in materia di formazione specifica in medicina generale;
- il D.Lgs. 158/2012, che ha rafforzato l'organizzazione della medicina generale nella logica delle forme aggregative e della continuità assistenziale territoriale.
- Tutti gli AACCNN degli ultimi tre anni ed in particolare l’ultimo dei quali, che non ha trovato ancora applicazione, siglato meno di tre mesi fa, costruito sullo spirito della suddetta normativa e nella volontà collaborativa di risolvere i temi del PNRR e delle Case di Comunità.
La medicina generale è e deve restare una professione convenzionata, fiduciaria, territoriale, integrata nel SSN, ma non assorbita in un rapporto di dipendenza.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG, nell’evidenziare i pericoli della previsione di un canale dipendente:
- destrutturazione del modello fiduciario, coesistenza ingestibile di due regimi giuridici paralleli;
- discriminazione tra professionisti chiamati a svolgere funzioni analoghe con rapporti diversi,
- progressiva marginalizzazione della convenzione e conseguente definanziamento,
- indebolimento della continuità assistenziale fondata sulla libera scelta del cittadino,
- trasformazione della medicina generale in una funzione amministrata e non più in una relazione professionale fiduciaria.
RIVENDICA
la Convenzione come modalità esclusiva e specifica di esercizio della medicina generale nell'ambito del SSN e in quest’ambito considera la quota oraria come strumento convenzionale, contrattato, programmato e coerente con il modello fiduciario della medicina generale e rigetta qualsiasi tentativo di utilizzarla come strumento di anticamera alla dipendenza, valutando all’interno dell’ambito dell’ACN il suo utilizzo coerente anche con i principi di rispetto vita-lavoro e di femminilizzazione della professione.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG
GIUDICA PROVOCATORIA
la proposta di decadenza “ope legis” degli Accordi Integrativi Regionali, QUALE PARADOSSO POLITICO di sconcertante gravità: le stesse istituzioni che hanno negoziato, sottoscritto e attuato questi accordi fino a pochi mesi fa, oggi ne chiedono cancellazione per decreto, certificando la propria inaffidabilità come controparte contrattuale, figuriamoci come estensori di un decreto di riforma.
Tale passaggio, mina alla radice ogni possibile relazione negoziale: come si può discutere di soluzioni con chi si riserva di annullare poi unilateralmente, attraverso lo strumento legislativo, ciò che ha liberamente concordato?
Gli AIR sono invece, e in molte realtà regionali lo dimostrano, per FIMMG un grande patrimonio nazionale di esperienze, modelli organizzativi, buone pratiche e soluzioni territoriali maturate in decenni di lavoro. Essi costituiscono il livello attraverso il quale ogni Regione ha potuto adattare la cornice nazionale dell'ACN alle specificità demografiche, geografiche, epidemiologiche e organizzative dei propri territori.
Gli Accordi Regionali vanno rinnovati, armonizzati, aggiornati e modellati sulla base dei successivi ACN, non cancellati con un colpo di “legge”.
La loro soppressione distruggerebbe ciò che di più avanzato ogni Regione, attraverso la concertazione sindacale, ha costruito in tema di medicina di iniziativa, AFT, attività oraria, domiciliarità, prevenzione, diagnostica di primo livello, presa in carico della cronicità, aree interne, Case della Comunità, residenzialità e integrazione multiprofessionale.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG
CHIEDE CON FERMEZZA
la valorizzazione dell’evoluzione in specialità del Diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale in coerenza con il D.Lgs 368/99 e della Direttiva Europea 2005/36/CE e il conseguente riconoscimento di chi il titolo già lo possiede e non proposte di disciplina ancillare o “residuale” ad altre.
La Medicina Generale è una disciplina unica, fondata sulla cura globale della persona, sulla continuità, sulla relazione fiduciaria, sulla prossimità, sulla presa in carico longitudinale dell’individuo nel contesto in cui vive, sulla capacità di governo clinico della complessità non selezionata.
Essa non è sovrapponibile alla specialistica d'organo, né può essere ricondotta a un elenco di specializzazioni equipollenti. E su questi principi siamo disponibili a tutte le aperture necessarie per migliorare l’attrattività verso questa disciplina che invece la proposta di decreto mortifica.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG, nel confermare lo Stato di Agitazione,
DELIBERA LO STATO DI CONVOCAZIONE PERMANENTE
E AVVIA LO STATO DI MOBILITAZIONE DELLA CATEGORIA
Attraverso una fase di escalation di proteste, che partiranno con iniziative condivise dai livelli provinciali e regionali e che si concluderanno solo con la firma dell’ACN 25-27, quali:
- Avvio di una mobilitazione della categoria con azioni di protesta e assemblee di confronto con medici e cittadini e loro categorie di rappresentanza;
- Condivisione di una campagna nazionale di comunicazione, rivolta ai cittadini, alle istituzioni e agli organi di informazione su quanto si prospetta negli effetti a breve e medio termine sull’applicazione di un siffatto decreto.
- Punti di confronto in piazza e nei nostri studi con i motivi di una protesta che difende un diritto alla equità del SSN e non una deregulation regionale che veda modelli diversi di medicina di famiglia da regione a regione e da territorio a territorio.
Tutte attività finalizzate a spiegare che la protesta è volta alla tutela del medico di fiducia, della prossimità delle cure e della continuità assistenziale a servizio dei cittadini e soprattutto dei pazienti più fragili e che ricavano i migliori effetti dalla fiduciarietà convenzionata.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG
DELIBERA
la convocazione dell’Assemblea Nazionale di tutti i Consigli Direttivi Provinciali della FIMMG a Roma in data 13 giugno p.v., propedeutica alla organizzazione di una grande Manifestazione Nazionale in Roma che coinvolga medici e cittadini.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG
DA’ MANDATO AL SEGRETARIO NAZIONALE
in mancanza di risposte concrete sui temi rivendicati dalla FIMMG, e anche in considerazione del parere espresso dalla Direzione Generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali del Ministero del Lavoro, che ritiene esperiti i termini di raffreddamento di
PROCLAMARE LO SCIOPERO DELLA CATEGORIA
individuando il calendario delle giornate di astensione dalle attività, in qualunque momento l’andamento della evoluzione della discussione in atto non permetta avanzamenti nei sensi proposti.
Approvata all’unanimità
Roma, 16 maggio 2026
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