 Decreto di riforma della MG: un attacco al diritto alla salute dei cittadini
Categoria : Professione
Data : 26 aprile 2026
Autore : fimmg1957
Intestazione :
La bozza di decreto annunciata dal ministro della Salute mina a smantellare la figura del medico di medicina generale che assicura a tutti e dovunque buona salute.
Testo :
I fondamentali di salute dell’Italia sono tra i migliori al mondo, come confermato da autorevoli rapporti internazionali e nazionali: un risultato straordinario, considerato che la spesa pubblica in sanità rimane sensibilmente al di sotto di quella di paesi come Francia e Germania e della media OCSE. Questo primato è merito anche della medicina generale, una medicina di prossimità – geografica e umana – fondata sul rapporto fiduciario tra medico e paziente e sull’autonomia professionale del medico di famiglia. La bozza di decreto-legge, redatta senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali di categoria, va contro questi principi prevedendo da un lato medici dipendenti, che nulla hanno a che fare con i paradigmi fondanti della medicina generale, dall’altro una forte limitazione dell’autonomia ed indipendenza del medico di medicina generale, inspirandosi a modelli ampiamente superati e abbandonati in altri paesi come il pagamento a prestazione, che introduce logiche distorsive economicistiche e un appesantimento burocratico nel rapporto medico paziente. In Italia mancano già oltre 5.700 medici di medicina generale, questo decreto aggraverà ulteriormente la carenza, producendo un peggioramento delle disuguaglianze territoriali. Questo si tradurrebbe in una grave limitazione dei diritti dei cittadini che non troverebbero più il professionista che li conosce e che agisce in autonomia, perseguendo le migliori opportunità di salute per il singolo paziente, ma uno sportello sanitario anonimo: un modello impersonale, incapace di gestire la complessità dei malati cronici e fragili.
Se il decreto non sarà ritirato saremo chiamati ad azioni clamorose per difendere i diritti dei cittadini e l’ indipendenza del medico di medicina generale contro una riforma profondamente sbagliata nel metodo e nel merito.
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