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Legge di stabilità. Sit: basta tagli in sanità

Inserito il 20 dicembre 2012 alle 21:21:00 da fimmg1957. IT - Professione


Sit: basta tagli in sanità, eliminare gli sprechi e utilizzare l'innovazione tecnologica per riorganizzare il servizio sanitario nazionale.

Mentre la riforma delle cure primarie ripropone con forza il potenziamento dei servizi sanitari territoriali ed il loro collegamento con l'ospedale, il recente taglio di oltre 7300 posti letto imposto dalla spending review mettono ancor più in evidenza la crescente necessità di riorganizzare il sistema sanitario italiano.
La Società italiana di telemedicina e sanità elettronica, consapevole del particolare momento di difficoltà economica che sta attraversando il paese, è convinta che, proprio nei momenti di crisi, bisogna avere il coraggio di innovare e di lavorare insieme per il cambiamento: occorre ridisegnare, “ripensare” il servizio sanitario nazionale alla luce delle possibilità offerte dall'innovazione tecnologica e dalla telemedicina in particolare.
Negli ultimi anni infatti positive esperienze in tal senso si sono moltiplicate su tutto il territorio nazionale, ma non essendo coordinate né armonizzate, sono rimaste esperienze troppo frammentate, non solo tra le singole regioni, ma talvolta anche tra strutture territoriali e ospedali di una stessa area, inibendo di fatto la possibilità per la telemedicina di realizzare quella tanto auspicata continuità assistenziale di cui si avrebbe bisogno.
La frammentazione delle esperienze rappresenta oggi uno spreco di energie e di risorse e, ancora troppo spesso, ci sono molte esperienze di successo che si concludono non appena termina il finanziamento; a riguardo si citano, ad esempio, il progetto Dreaming della Asl di Trieste, interrotto a marzo 2012 per mancanza di finanziamenti o quello in corso presso il Regina Coeli di Roma, unica esperienza italiana di telemedicina attiva con le carceri, che rischia di concludersi per mancanza di erogazione di finanziamenti già stanziati.
La mancanza di una governance nel campo della telemedicina penalizza il servizio sanitario nazionale e lo priva di uno strumento che, con una progettualità concreta e con limitati investimenti, potrebbe offrire, in tempi brevi, risposte adeguate alla accresciuta domanda di salute dei cittadini ed alle esigenze di risparmio del paese.
Molti altri paesi europei si sono già orientati verso l'applicazione su larga scala di tali soluzioni. Auspichiamo che anche l’Italia sappia presto allinearsi alle direttive europee sull'implementazione di sistemi assistenziali basati sull'uso coordinato delle innovazioni tecnologiche e centrati sulle esigenze dei cittadini. La comunità europea ormai da anni insiste sullo sviluppo della telemedicina stimolando, non solo la ricerca sulle innovazioni tecnologiche, ma anche sull'organizzazione di sistemi sanitari che utilizzino la telemedicina come perno per renderli sostenibili. La Società italiana di telemedicina, in sintonia con la comunità scientifica nazionale, ritiene che la spending review in ambito sanitario, alla luce delle considerazioni fatte, debba essere centrata sull'eliminazione degli sprechi, reindirizzando le risorse così ottenute sugli investimenti necessari per lo sviluppo, anche nel nostro paese, di servizi sanitari più efficienti ed adeguati alle esigenze dei cittadini.

Claudia Rossi Carrera, addetta stampa Sit
e-mail: ufficiostampa@sanitaelettronica.it

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